• Cosa significa Proprietà Industriale e Intellettuale?

    L’espressione Proprietà Industriale e Intellettuale indica un insieme di strumenti giuridici finalizzati alla tutela e protezione delle idee innovative.

    In particolare, la Proprietà Industriale tutela l’innovazione tecnica ed estetica in tutti i campi della tecnologica tramite brevetti, modelli di utilità, topografie dei prodotti a semiconduttori, nuove varietà vegetali, design, know how, i.e. le informazioni aziendali riservate non brevettate, nonchè l’immagine commerciale dell’impresa e dei sui prodotti attraverso marchi (segni distintivi che contraddistinguono l’impresa, i prodotti e servizi dell’impresa) altri segni distintivi quali ditta (segno distintivo che contraddistingue il nome commerciale dell’imprenditore), insegna (segno distintivo che contraddistingue i locali dell’impresa), nomi a dominio (indirizzo che permette la connessione ad un sito internet commerciale), indicazioni geografiche, i.e. IGP, denominazioni di origine, i.e. DOP.

    La Proprietà Intellettuale invece attiene alla protezione delle opere dell’ingegno è cioè opere letterarie, musicali, coreografiche e pantomimiche, dell’arte cinematografica, opere fotografiche, della scultura, pittura, dell’arte figurativa, del disegno industriale, opere di architettura, programmi per elaboratore, banche dati, giochi elettronici e schemi di giochi, opere digitali su CD-ROM e CD-I, format, ecc.

  • Che cos’è un'invenzione?

    L'invenzione è una soluzione nuova ed originale di un determinato problema tecnico, che può essere realizzata ed applicata in campo industriale e può consistere in prodotti, (i.e. macchine e loro componenti, utensili, assemblaggio di parti singole, dispositivi, miscele, sostanze e composizioni chimiche, farmaci, prodotti microbiologici, nuovo uso di sostanze già note, ecc.) procedimenti (i.e. metodi, processi di produzione, di lavorazione industriale, procedimenti microbiologici, procedimenti di applicazione di oggetti, dispositivi meccanici, prodotti chimici ecc.)ma anche modalità tecniche che attuano un principio scientifico.

  • Quando un’invenzione è brevettabile ?

    Un’invenzione è brevettabile quando è nuova - non è compresa nello stato della tecnica mondiale e non è stata predivulgata, cioè resa accessibile al pubblico in Italia o all'estero prima del deposito, mediante una descrizione scritta (i.e. un articolo di stampa, su un sito web, su una brochure illustrativa, in una tesi di laurea, l’esposizione di un prototipo in una fiera, la presentazione di disegni tecnici a terzi in assenza di  vincolo di segretezza, ecc. ) una descrizione orale (i.e. una descrizione orale in un convegno, in una conferenza, in una fiera) una qualsiasi utilizzazione, una vendita o un’offerta in vendita ecc. – dotata di altezza inventiva - quando non appare ovvia ad una persona “esperta del ramo” cui l'invenzione attiene,  non risulti, cioè, in modo ovvio dalla somma delle conoscenze preesistenti (i.e. stato della tecnica) per un tecnico del settore - atta ad avere un'applicazione industriale -  l'invenzione sia tecnicamente realizzabile e riproducibile con caratteri costanti - lecita -  l’attuazione dell’invenzione non è contraria all’ordine pubblico o al buon costume - sufficientemente descritta  - nel testo del brevetto, l’invenzione deve essere descritta in misura tale da consentire all’esperto medio del ramo di attuarla. La sufficienza di descrizione non comporta la divulgazione del know how di produzione, organizzazione ecc.

  • Cosa non è brevettabile in Italia?

    Non sono brevettabili:

    • teorie scientifiche, leggi fisiche, scoperte, formule e metodi matematici, presentazioni di informazioni, codici di scrittura, metodi relativi ad attività mentali (es. metodi di apprendimento, di progetto, ecc.)
    • piani, principi e metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e pubblicitarie, regole di giochi, sistemi per lotterie, metodi didattici e processi organizzativi, creazioni estetiche
    • procedimenti o metodi diagnostici, terapeutici e chirurgici da applicare al corpo umano ed animale in sé considerati
    • varietà vegetali, razze animali e procedimenti biologici per la produzione di piante o animali
    • i software in sè considerati (sono tuttavia brevettabili macchinari, processi produttivi e procedure basati sull’applicazione di un software)
  • Perché è consigliabile rivolgersi a uno studio di  Consulenza Brevettuale quando si deposita un brevetto?

    L'invenzione è protetta in quanto soluzione originale di un problema tecnico che deve essere definito nel testo del brevetto. In un brevetto i limiti della protezione sono determinati dalle rivendicazioni; tuttavia, la descrizione e i disegni servono ad interpretare le rivendicazioni. Le rivendicazioni definendo le caratteristiche specifiche dell'invenzione per le quali si chiede protezione, devono essere chiare, concise, trovare completo supporto nella descrizione. Pertanto, occorre prestare massima attenzione al momento della redazione della domanda di brevetto poiché occorre ben individuare la portata dell'invenzione, ai fini di un’adeguata tutela.  Parimenti, in caso di modifiche al testo brevettuale bisogna attenersi scrupolosamente a quanto originariamente descritto, cioè non è ammesso aggiungere nuova materia a quanto presente nella domanda come originariamente depositata.

  • Cos’è una ricerca di anteriorità? E’ obbligatorio effettuare una ricerca d’anteriorità prima di depositare un brevetto?

    La ricerca di anteriorità è un'indagine volta a verificare che non esistano domande di brevetto o brevetti concessi interferenti con i prodotti e/o i procedimenti che si intendono brevettare ovvero a verificare lo stato della tecnica in un determinato settore in cui si vuole investire nella ricerca innovativa.

    Prima di procedere con il deposito di una domanda di brevetto è consigliabile effettuare una ricerca di anteriorità brevettuale che consente di farsi almeno un’idea sullo stato della tecnica, salvaguardare gli investimenti evitando lo sviluppo e la brevettazione di principi già protetti o noti, limitare il rischio di  eventuali conflitti con brevetti di terzi, meglio definire i contenuti dell'invenzione, attraverso una più puntuale ed adeguata redazione della domanda di brevetto.

    La ricerca che si basa sulla consultazione delle banche dati brevettuali disponibili e l’esito positivo di una ricerca non dà però la certezza assoluta che effettivamente non esista nello stato della tecnica alcun prodotto e/o procedimento interferente con il trovato d’interesse, poichè non tutte le invenzioni vengono brevettate e lo stato della tecnica ricomprende oltre ai brevetti e alle domande di brevetto pubblicate  qualsiasi documento o pubblicazione.

    Tuttavia, per le domande di brevetto italiane di primo deposito, i.e. che non sono basate su una precedente domanda di brevetto (cosiddetta domanda prioritaria) una ricerca di anteriorità viene effettuata dall’ufficio brevetti europeo in tempi variabili normalmente da 5 a 9 mesi dal deposito e i relativi costi sono sostenuti dallo stato italiano.

  • Cosa si intende per “brevetto”? Quali diritti conferisce al titolare?

    Il brevetto è un diritto di esclusiva grazie al quale un’invenzione tecnologica viene tutelata per un periodo di tempo limitato (20 anni per il brevetto d’invenzione – 10 anni per il modello di utilità) e nel territorio in cui il brevetto è stato depositato/rilasciato. In particolare, il brevetto conferisce al suo titolare il diritto esclusivo di utilizzo dell’invenzione (produzione, promozione, distribuzione, importazione, esportazione), con la facoltà di proibire ai terzi qualsiasi uso per tutta la durata della protezione, nel territorio in cui è essa è protetta. Allo scadere del periodo di protezione, l’invenzione diventa bene della collettività e, come tale, sfruttabile commercialmente da chiunque. Il diritto di esclusiva è conferito con la concessione del brevetto ma i relativi effetti decorrono dalla data di pubblicazione della domanda e dei relativi allegati, che avviene al 18° mese dalla data di deposito, a meno che non sia stata chiesta l’accessibilità anticipata.

  • Perché conviene depositare un brevetto?

    per acquisire una posizione di monopolio - a tempo determinato - nel mercato relativo all’invenzione, per lo sfruttamento economico della stessa

    • per avere una tutela certa e definita per legge della propria invenzione a patto che questa sia descritta sufficientemente
    • per incrementare il valore dell’impresa attraverso un bene d’investimento immateriale (asset) da cui trarne profitto mediante produzione e commercializzazione del prodotto protetto o mediante vendita, totale o parziale, o concessione in licenza del brevetto stesso, ammortizzando così i costi di ricerca e sviluppo
    • per consolidare la posizione sul mercato dando un’immagine positiva dell’impresa, del livello di qualità dei prodotti, specializzazione e capacità tecnologica dell’azienda.
  • Dov'è è consigliabile depositare un brevetto?

    Il brevetto ha un’efficacia territoriale limitata agli Stati in cui la domanda viene depositata e concesso il relativo brevetto. In un contesto economico caratterizzato dalla internazionalizzazione della domanda e  dell’offerta di beni e dalla globalizzazione dell’economia è importante che ogni invenzione  economicamente rilevante sia protetta a livello internazionale. In particolare, è importante  estendere la tutela negli Stati in cui hanno la sede l’azienda titolare e le principali aziende concorrenti o, nei Paesi in cui la soluzione tutelata ha un mercato potenziale da sviluppare o da controllare; quindi in Italia e in ogni altro paese ove si intende produrre, promuovere, commercializzare il trovato oggetto di brevetto.  Pertanto, chi intende acquisire un'esclusiva brevettuale sull'invenzione in una pluralità di Stati, può certamente depositare una domanda di brevetto a livello in ciascuno dei Paesi d’interesse. Molti Stati, però  aderiscono ad apposite Convenzioni Internazionali che non conferiscono al titolare un diritto di esclusiva unico e valido in tutti gli Stati aderenti, ma semplificano e/o unificano le procedure di brevettazione, con costi più contenuti rispetto alla concessione dei singoli brevetti nazionali. Le Convenzioni più importanti sono la "Convenzione sul Brevetto Europeo" e il "Patent Cooperation Treaty", meglio noto come domanda di brevetto internazionale o PCT.

  • Chi può depositare un brevetto?

    Ogni cittadino italiano residente in Italia e ogni impresa con sede legale in Italia può depositare una domanda di brevetto nazionale per l’Italia. Qualora una domanda di brevetto abbia ad oggetto un trovato che potrebbe essere utile per la difesa nazionale il cittadino italiano che vuole depositare la domanda di brevetto esclusivamente presso gli Uffici di Stati esteri, l’Ufficio brevetti europeo o l’Ufficio Internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale deve richiedere l’autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

  • Che cos’è il Brevetto Europeo?

    La Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) a cui aderiscono una trentina di Stati europei, prevede una procedura unica per il deposito della domanda, l’esame e il rilascio del Brevetto Europeo, che deve poi  essere confermato o convalidato dal titolare nei singoli Stati di interesse, previa eventuale traduzione dell’intero testo o delle sole rivendicazioni nella lingua dello stato per il quale si richiede la protezione. Tale procedura, infatti, che prevede un’unica domanda, redatta in una lingua a scelta tra inglese, francese o tedesco, da depositare presso l’European Patent Office (EPO), un esame degli aspetti formali (completezza della  documentazione, pagamento delle tasse dovute, rispetto dei tempi, ecc..), una ricerca di anteriorità e un esame preliminare sulla sussistenza dei requisiti di brevettabilità dell’invenzione, non conferisce un unico brevetto valido per tutti i Paesi aderenti, ma semplifica notevolmente l’iter di concessione, che si conclude con una convalida nazionale fatta dal singolo paese e l’ottenimento di una famiglia di brevetti nazionali sottoposti alla normativa dei singoli Stati.

  • Che cos’è il brevetto unitario?

    Il brevetto unitario (non ancora in vigore, e al quale l’Italia al momento non ha aderito), è un brevetto europeo con un carattere unitario, cioè un brevetto europeo che produce gli stessi effetti su tutto il territorio dei Paesi dell’Unione Europea aderenti alla relativa “convenzione” potrà essere limitato, trasferito o revocato, o estinguersi in relazione a tutti gli Stati facenti parte dell’unione e non a un singolo Stato.

  • Perché conviene depositare una domanda di Brevetto Internazionale o PCT?

    La procedura PCT, tramite il deposito di una sola domanda, in una sola lingua e con il pagamento delle tasse richieste da un unico Ufficio brevetti, consente di mantenere il diritto di richiedere singoli brevetti nazionali per trenta o trentuno mesi dal primo deposito o dalla priorità e all’esito di una ricerca internazionale circa la novità e l'originalità dell'invenzione, che costituisce una sorta di parere non vincolante sulla brevettabilità. In tale periodo il richiedente basandosi sul rapporto di ricerca e sull'esito di un eventuale esame preventivo internazionale, potrà valutare, anche in considerazione degli aspetti economici e commerciali sull'invenzione, se proseguire con la procedura di brevettazione nei singoli Stati.

  • Che cos’è il diritto di priorità?

    Il diritto di priorità trova applicazione quando il richiedente un brevetto abbia depositato una domanda di brevetto in un sistema brevettuale (nazionale, europeo o internazionale) e desideri depositare ulteriori domande per la stessa invenzione in altri Stati: in tal caso l'esame della novità dell'invenzione, in relazione alla seconda domanda depositata, verrà effettuato con riferimento alla situazione esistente alla data del primo deposito. Il diritto di priorità sussiste solo ove il deposito della seconda, o di ulteriori domande, avvenga entro 12 mesi dal primo deposito.

  • Cos’è un modello di utilità?

    Il brevetto per modello di utilità è una soluzione tecnica, configurazione,  disposizione o combinazione di parti che fornisce a macchine, strumenti o utensili particolare  efficacia o comodità di impiego o di applicazione, cioè un miglioramento innovativo della conformazione tecnica di un prodotto esistente, anziché proporre nuove soluzioni a problemi tecnici. Un tipico modello di utilità può essere una nuova impugnatura (ad es. ergonomica) per un oggetto già esistente (ad es. i manici di una pentola). In ogni caso, comunque, il modello di utilità può riguardare esclusivamente prodotti in genere (macchinari e loro parti, utensili ed attrezzi, oggetti d’uso comune); se l'idea innovativa riguarda invece un procedimento, questo non può essere brevettato come modello di utilità, ma unicamente come brevetto per invenzione industriale. Anche per i modelli di utilità sono prescritti, come requisiti di brevettabilità, la novità, l’originalità, l’applicabilità industriale e la liceità. Il brevetto per modello di utilità segue, per quanto applicabile, la stessa normativa dei brevetti per invenzione, anche in materia di estensione all’estero ove previsto. Ed infatti, il brevetto per modello di utilità è un istituto previsto e disciplinato da un numero limitato di  Stati la Convenzione del Brevetto Europeo, ad esempio, non prevede il modello di utilità. Tuttavia, nei Paesi che non prevedono questa tipologia di diritto vi è la possibilità di depositare un brevetto d’invenzione basato su un originario modello di utilità, a condizione che vengano i requisiti di brevettabilità come invenzione.

  • Cosa sono le tasse di mantenimento in vita dei brevetti?

    Per i brevetti per invenzione industriale, dopo la tassa iniziale da versarsi in fase di deposito, sono previste tasse annuali di mantenimento in vita, da pagarsi anticipatamente, con decorrenze diversificate nei vari Paesi, in Italia a decorrere dal quinto anno; per i modelli di utilità, dopo la tassa iniziale da versarsi in fase di deposito, è previsto il pagamento delle tasse di mantenimento in vita per il secondo quinquennio.

    In caso di ritardo, si ha solamente un periodo di sei mesi entro il quale è ancora possibile pagare la tassa, aggiungendo una sovrattassa. Se si vuole mantenere in vita il brevetto, è quindi di fondamentale importanza ricordarsi di procedere al pagamento delle tasse brevettuali poiché il mancato versamento delle stesse nei termini di legge comporta  la decadenza del brevetto e la conseguente perdita del diritto di esclusiva, con la possibilità per i terzi  di riprodurre e sfruttare economicamente senza alcun impedimento il trovato brevettato.

  • Come si tutela l’invenzione dopo la brevettazione?

    Oltre a vigilare il mercato attraverso la propria rete di agenti e/o distributori al fine di individuare prodotti o procedimenti della concorrenza che interferiscono con il trovato oggetto di brevetto è possibile attivare un apposito servizio di sorveglianza periodico delle pubblicazioni brevettuali su un determinato argomento, a nome di particolari titolari e nei settori d’interesse, che consente di verificare il deposito di eventuali domande di brevetto che possono interferire con l’oggetto del proprio brevetto da parte di terzi, onde agire tempestivamente in ipotesi di contraffazione.

    Il servizio di sorveglianza, inoltre,  consente di monitorare le attività di brevettazione dei concorrenti, conoscere i settori tecnologici nei quali i concorrenti stanno concentrando la ricerca, individuare tecnologie licenziabili, evitare di incorrere in contraffazioni involontarie di brevetti altrui, in particolar modo nei settori tecnologici molto sviluppati ed affollati.

  • Cosa si può fare in ipotesi di contraffazione di brevetto?

    Il titolare, nell’ipotesi di contraffazione di un brevetto o di una domanda di brevetto, dispone di diverse opzioni di difesa, ad esempio può:

    • chiedere al giudice l'adozione di provvedimenti cautelari d'urgenza: inibitoria, ( cioè l’ordine del giudice a cessare l’attività illecita), sequestro (sia dei prodotti che si presumono violare il brevetto, nonché dei mezzi funzionali alla commissione dell'illecito), descrizione (procedimento attraverso il quale l'ufficiale giudiziario nominato dal giudice può accedere nel luogo dove vengono fabbricati o si trovano i prodotti e dove vengono attuati i procedimenti che si presumono contraffatti e descriverli nei particolari). La descrizione è un mezzo di acquisizione della prova della contraffazione da utilizzarsi nel corso del giudizio, ma necessita almeno di indizi per la concessione
    • citare in giudizio il contraffattore per far accertare l'avvenuta lesione del suo diritto di esclusiva, eliminare le conseguenza dell'attività illecita e chiedere il risarcimento dei danni
    • agire in sede penale.

    Queste diverse opzioni possono essere cumulativamente e alternativamente azionate.

    Regole simili sono previste nei vari Paesi del mondo.

  • Quali sanzioni sono previste per il contraffattore dalla normativa italiana?

    In ipotesi di contraffazione brevettuale sono previste sia sanzioni penali che civili.

    In particolare, l’art. 473 del codice penale italiano per chi "contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella. contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati" prevede la reclusione fino a 4 anni e una multa fino a 35.000,00 Euro”.

    La normativa italiana prevede, inoltre, le seguenti sanzioni civili:

    • l'inibitoria definitiva alla fabbricazione, al commercio e all'uso, del prodotto, dispositivo, procedimento contraffatto
    • il pagamento di una penale in caso di violazioni future, cioè il pagamento di una somma di denaro, fissata dal giudice, che il contraffattore dovrà pagare in caso di ripresa dell'attività illecita
    • la rimozione o la distruzione o l'assegnazione in proprietà al titolare del diritto leso degli oggetti prodotti, importati o venduti in violazione dell'esclusiva nonché dei mezzi specifici che sono serviti a produrli o ad attuare il metodo o processo tutelato
    • il risarcimento del danno
    • l'ordine di pubblicazione della sentenza a spese del contraffattore su uno o più giornali
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